Le correnti

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1890
1910

La secessione viennese

La Secessione di Vienna, sviluppatasi a partire dal 1897 nell’omonima città austriaca, rappresentò un movimento artistico rivoluzionario che vide Gustav Klimt e la Kunstgewerbeschule (Scuola di arti applicate) come protagonisti attivi.

La scuola, un centro di formazione avanzata dove insegnavano figure di spicco come l’architetto Josef Hoffmann e il pittore e grafico Koloman Moser, stimolava gli studenti a contribuire al rinnovamento estetico richiesto dalla dinamica e prospera capitale austriaca. La necessità di un rinnovamento artistico era alimentata dalle trasformazioni urbanistiche in atto a Vienna. Dopo la metà del secolo, la città aveva demolito le antiche mura e ridisegnato la sua struttura con il Ring, un anello di ampi viali alberati che circondava il centro, diventando la vetrina dell’alta borghesia viennese. Tuttavia, gli edifici sorti attorno al Ring seguivano ancora uno stile eclettico che mescolava Rinascimento, Barocco, Gotico e Neoclassicismo, ormai considerato stanco e superato. Il bisogno di una nuova arte e di nuove architetture, non più ancorate alle imitazioni del passato, era sostenuto dall’architetto Otto Wagner e dagli artisti della Secessione, guidati da Klimt. Il movimento nacque proprio per rispondere a questa esigenza. Nel 1897, il Comune di Vienna concesse a Joseph Maria Olbrich, allievo di Wagner, di costruire un edificio dedicato alla Secessione, decorato da Klimt, con la significativa iscrizione in facciata: “Der Zeit ihre Kunst, der Kunst ihre Freiheit” (Ad ogni tempo la sua arte, a ogni arte la sua libertà). L’incessante evoluzione dell’architettura, dell’arte e della decorazione viennese culminò nella pubblicazione della raffinata rivista “Ver Sacrum” (Primavera Sacra, 1898-1903), guidata da Klimt, e nella fondazione dei Wiener Werkstätten (Laboratori Viennesi) nel 1903 da parte di Moser e Hoffmann. Queste iniziative furono espressioni concrete della filosofia della Secessione, che cercava di integrare arte e vita quotidiana in un’unica visione estetica coerente e innovativa.

1900
1920

L'Art Nouveau

Sviluppatosi tra la fine dell’ ‘800 e l’inizio del ‘900,  l’Art Nouveau deve il suo nome all’omonimo negozio parigino progettato da Henry van de Velde nel 1895, dedicato a mobili e oggetti d’arredamento. 

Questa corrente non fu soltanto uno stile ornamentale, ma rispose a una questione centrale nell’arte del Novecento: le diverse arti (architettura, pittura, decorazione) sono rami di un unico albero o discipline separate? L’Art Nouveau sostenne o che l’arte è unica, differendo solo nelle sue tecniche espressive. Questo stile era strettamente legato all’avanzare della società industriale, legittimando l’uso del ferro nelle architetture e offrendo un nuovo linguaggio per la grafica. L’Art Nouveau permeò tutti i settori della figurazione, superando la distinzione tra arti maggiori (pittura, scultura, architettura) e arti minori (mobili, suppellettili, gioielli, cartelloni pubblicitari).

1895 1912

1905
1925

L'Espressionismo

L’Espressionismo non emerse da un unico centro omogeneo, ma da numerosi focolai sparsi principalmente in Francia, Germania e Austria. Ciò che accomunava questi gruppi era l’esigenza di esprimere stati d’animo attraverso la pittura, piuttosto che rappresentare oggetti e fenomeni visibili. Da qui deriva il termine Espressionismo.

Questo movimento, caratterizzato da una pittura accesa ed emotiva, si contrapponeva all’Impressionismo, che, sebbene vivace, era più indifferente sul piano emotivo. L’Espressionismo non si focalizzava sull’occhio e sulla percezione della realtà esterna, ma sull’introspezione e sul modo in cui la sensibilità individuale percepiva il mondo. Il termine Espressionismo nacque quindi in contrapposizione all’Impressionismo e si estese oltre la Prima Guerra Mondiale, assumendo caratteristiche diverse a seconda dei tempi e dei luoghi in cui si sviluppò.

Il Cubismo

Il Cubismo, movimento artistico di avanguardia del XX secolo, emerse a Parigi intorno al 1907, sviluppandosi fino agli anni Venti. La sua nascita è spesso associata al dipinto “Les demoiselles d’Avignon” di Pablo Picasso che, con i suoi piani di colore frammentati e le angolature geometriche, segnò una rivoluzione nella rappresentazione artistica.

Il critico Louis Vauxcelles coniò il termine “cubismo” nel 1908, descrivendo le “bizzarrie cubiche” delle opere di Braque. Influenzato dall’opera di Paul Cézanne, che riduceva la realtà a forme geometriche semplici, e dall’arte africana e dell’Oceania, il movimento rifiutò le tecniche tradizionali della prospettiva e del chiaroscuro. Picasso e Georges Braque, principali artefici del Cubismo, svilupparono il movimento attraverso due fasi principali: il Cubismo analitico e il Cubismo sintetico. La prima fase (1909-1912) scomponeva le figure in piani geometrici, senza un centro dominante, mentre la seconda fase (1912-1914) introdusse materiali estranei come carta e ritagli di giornale, accentuando la bidimensionalità della pittura e portando il movimento verso una dimensione concettuale. Il Cubismo ruppe con le convenzioni artistiche del passato, sfidando l’idea di un unico punto di vista nella pittura. Al Cubismo di Picasso e Braque si unirono artisti come Juan Gris e Fernand Léger, che contribuirono alla frammentazione delle forme e alla diffusione del movimento. Nonostante il Cubismo si sia diffuso e sviluppato rapidamente, il movimento iniziò a declinare con lo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914. Tuttavia, la sua influenza perdurò, lasciando un’impronta significativa sulla scultura e sull’architettura del XX secolo, oltre che sulla pittura.

1900
1920

1905
1920

1910
1930

Il Futurismo

Il Futurismo nacque inizialmente come movimento letterario, con le premesse teoriche elaborate dal poeta Filippo Tommaso Marinetti.      Il Futurismo si caratterizzava per una forte spinta verso la sperimentazione e l’innovazione.

Rifiutava il passato e la tradizione, promuovendo invece una celebrazione della modernità, della velocità e delle nuove tecnologie. Questo movimento non si limitò alla letteratura, ma abbracciò tutte le arti, cercando di unificare il linguaggio artistico in un’espressione totale e coinvolgente. Gli artisti futuristi svilupparono un’estetica caratterizzata da linee dinamiche e forme che suggerivano movimento e velocità, rappresentando una rottura con l’arte accademica del passato. era strettamente legato al contesto socio-politico dell’epoca. Gli artisti futuristi erano affascinati dalle macchine e dalle nuove scoperte tecnologiche, che vedevano come simboli del progresso e della modernità. Questo entusiasmo per la modernità si rifletteva anche nelle loro opere, che celebravano l’energia e la vitalità della vita urbana e industriale. Il Futurismo ha lasciato un’impronta duratura sull’arte e la cultura del Novecento, superando l’eclettismo e l’accademismo ottocentesco, unificando il gusto europeo e influenzando movimenti successivi come l’Astrattismo e il Surrealismo. Ha rappresentato un importante punto di collegamento tra arte e industria, introducendo nuove modalità espressive che rispecchiavano il dinamismo e la complessità del mondo moderno.

L'Astrattismo

L’Astrattismo, corrente artistica d’avanguardia del XX secolo, nasce come movimento dalla visione di Vasilij Kandinskij, che ne fu il più noto esponente. 

Kandiskij raccontò che intravise la strada verso l’Astrattismo quando, di fronte a un suo stesso quadro, non riuscì che a distinguere solo macchie di colore, per poi comprendere che il quadro che stava osservando era al contrario. Questo episodio cruciale segnò l’inizio dell’Astrattismo, un movimento che astrae dalla rappresentazione e dalla narrazione realistica. Nel 1910, si assistette al “Primo acquerello astratto”, di Kansinskij. Tuttavia l‘Astrattismo non fu un fenomeno isolato; molti altri artisti, tra cui Picasso, Braque, e Balla, sperimentarono l’astrazione, che divenne una conquista collettiva e inevitabile. Tra il 1910 e il 1915, si verificò una drastica trasformazione nell’arte europea. Questo movimento portò alla non-figurazione, enfatizzando il valore simbolico e sintetico dell’immagine. Con l’emergere dell’Astrattismo, l’arte perse il suo tradizionale compito di rappresentare o narrare, in tale compito venne sostituita da fotografia e cinema. L’Astrattismo trasformò l’arte visiva in un puro veicolo espressivo, avvicinandola alla condizione di ‘inutilità’ pratica. Tuttavia, molti Astrattisti cercarono di riconnettere l’arte alla vita quotidiana, attraverso l’architettura e il design, rifondando il concetto di bellezza e spiritualità anche negli oggetti di uso comune.

1900
1920

1910
1940

1917
1940

La Metafisica

La Pittura Metafisica, incarnata principalmente da de Chirico, Carrà e Savinio, influenzò profondamente il Dadaismo e il Surrealismo, pur precedendoli cronologicamente. 

Mentre il Dadaismo sfidava i confini dell’arte con tecniche non convenzionali, la Metafisica creava un effetto di straniamento mantenendosi nella tradizione pittorica. Questa corrente, con le sue rappresentazioni iconografiche antiche e rinascimentali, mise in scena una sospensione innaturale, sconcertante per gli osservatori. Il termine “Metafisica”, scelto da de Chirico, indicava una realtà alternativa popolata di simboli e enigmi, oltrepassando il dato fisico per costruire una meta-realtà. A Ferrara, de Chirico, Carrà e Savinio diedero vita ufficialmente alla Metafisica, sotto l’influenza di Papini e Soffici. La città stessa diventò un luogo metafisico, raffigurato nelle opere di de Chirico come uno spazio visionario e inquietante. Mentre Carrà dipingeva interni claustrofobici e affollati, Morandi si concentrava sulla geometria precisa e assurda degli oggetti. La sua stagione più feconda si può considerare conclusa all’inizio degli anni Venti, quando il Surrealismo iniziò a emergere come suo erede.

Il Surrealismo

La parola “Surrealismo” fu coniata da Apollinaire per descrivere il balletto “Parade” di Diaghilev e il suo dramma “Les Mamelles de Tirésias”; successivamente, André Breton adottò il termine con un nuovo significato. Il primo manifesto del movimento, firmato da Breton, fu pubblicato nel 1924, sebbene i presupposti del Surrealismo fossero già presenti intorno al 1920.

Rifiutava il passato e la tradizione, promuovendo invece una celebrazione della modernità, della velocità e delle nuove tecnologie. Questo movimento non si limitò alla letteratura, ma abbracciò tutte le arti, cercando di unificare il linguaggio artistico in un’espressione totale e coinvolgente. Gli artisti futuristi svilupparono un’estetica caratterizzata da linee dinamiche e forme che suggerivano movimento e velocità, rappresentando una rottura con l’arte accademica del passato. era strettamente legato al contesto socio-politico dell’epoca. Gli artisti futuristi erano affascinati dalle macchine e dalle nuove scoperte tecnologiche, che vedevano come simboli del progresso e della modernità. Questo entusiasmo per la modernità si rifletteva anche nelle loro opere, che celebravano l’energia e la vitalità della vita urbana e industriale. Il Futurismo ha lasciato un’impronta duratura sull’arte e la cultura del Novecento, superando l’eclettismo e l’accademismo ottocentesco, unificando il gusto europeo e influenzando movimenti successivi come l’Astrattismo e il Surrealismo. Ha rappresentato un importante punto di collegamento tra arte e industria, introducendo nuove modalità espressive che rispecchiavano il dinamismo e la complessità del mondo moderno.

1900
1920

1920
1960

1900
1920

Le Neoavanguardie

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Rifiutava il passato e la tradizione, promuovendo invece una celebrazione della modernità, della velocità e delle nuove tecnologie. Questo movimento non si limitò alla letteratura, ma abbracciò tutte le arti, cercando di unificare il linguaggio artistico in un’espressione totale e coinvolgente. Gli artisti futuristi svilupparono un’estetica caratterizzata da linee dinamiche e forme che suggerivano movimento e velocità, rappresentando una rottura con l’arte accademica del passato. era strettamente legato al contesto socio-politico dell’epoca. Gli artisti futuristi erano affascinati dalle macchine e dalle nuove scoperte tecnologiche, che vedevano come simboli del progresso e della modernità. Questo entusiasmo per la modernità si rifletteva anche nelle loro opere, che celebravano l’energia e la vitalità della vita urbana e industriale. Il Futurismo ha lasciato un’impronta duratura sull’arte e la cultura del Novecento, superando l’eclettismo e l’accademismo ottocentesco, unificando il gusto europeo e influenzando movimenti successivi come l’Astrattismo e il Surrealismo. Ha rappresentato un importante punto di collegamento tra arte e industria, introducendo nuove modalità espressive che rispecchiavano il dinamismo e la complessità del mondo moderno.

1900
1920

La Pop Art

La Pittura Metafisica, incarnata principalmente da de Chirico, Carrà e Savinio, influenzò profondamente il Dadaismo e il Surrealismo, pur precedendoli cronologicamente. 

Mentre il Dadaismo sfidava i confini dell’arte con tecniche non convenzionali, la Metafisica creava un effetto di straniamento mantenendosi nella tradizione pittorica. Questa corrente, con le sue rappresentazioni iconografiche antiche e rinascimentali, mise in scena una sospensione innaturale, sconcertante per gli osservatori. Il termine “Metafisica”, scelto da de Chirico, indicava una realtà alternativa popolata di simboli e enigmi, oltrepassando il dato fisico per costruire una meta-realtà. A Ferrara, de Chirico, Carrà e Savinio diedero vita ufficialmente alla Metafisica, sotto l’influenza di Papini e Soffici. La città stessa diventò un luogo metafisico, raffigurato nelle opere di de Chirico come uno spazio visionario e inquietante. Mentre Carrà dipingeva interni claustrofobici e affollati, Morandi si concentrava sulla geometria precisa e assurda degli oggetti. La sua stagione più feconda si può considerare conclusa all’inizio degli anni Venti, quando il Surrealismo iniziò a emergere come suo erede.

La Pop Art

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Questa corrente non fu soltanto uno stile ornamentale, ma rispose a una questione centrale nell’arte del Novecento: le diverse arti (architettura, pittura, decorazione) sono rami di un unico albero o discipline separate? L’Art Nouveau sostenne o che l’arte è unica, differendo solo nelle sue tecniche espressive.
Questo stile era strettamente legato all’avanzare della società industriale, legittimando l’uso del ferro nelle architetture e offrendo un nuovo linguaggio per la grafica. L’Art Nouveau permeò tutti i settori della figurazione, superando la distinzione tra arti maggiori (pittura, scultura, architettura) e arti minori (mobili, suppellettili, gioielli, cartelloni pubblicitari).

1900
1920

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