Henri Matisse, come accade a Magritte e Kandinskij, abbracciò la pittura solo dopo una vocazione tardiva. A ventun’anni, durante una malattia che lo costrinse a lunghi periodi di riposo, iniziò a disegnare e, una volta guarito, si trasferì da Cateau-Cambrésis, sua città natale, a Parigi, dove si iscrisse a corsi di decorazione e pittura. Nella capitale francese, divenne allievo del simbolista Gustave Moreau e iniziò ad apprezzare la pittura impressionista. In breve tempo, Matisse divenne il punto di riferimento del gruppo noto come i “Fauves”, o “belve selvagge”, anche se aveva ben poco di selvaggio, vista la sua vita coniugale serena, la metodicità nel lavoro e l’amore per la vita, che traspariva anche nei suoi dipinti. Nel 1906, il pittore visitò l’Algeria e, tra il 1912 e il 1913, trascorse due lunghi periodi in Marocco; l’arte islamica, con le sue decorazioni simmetriche, arabescate e ripetitive, esercitò su di lui una grande influenza. Fu proprio l’incontro con la decorazione che portò Matisse a trarre ispirazione nell’accostamento dei colori e nella considerazione della superficie dipinta come un tutt’uno omogeneo. Fondamentale fu il momento in cui cominciò a considerare la pittura come espressione di emozioni attraverso il colore. Più che il colore in sé, Matisse sembrava interessato ai rapporti tra i colori, scrisse: “Un colore singolo è solo un colore; due colori sono un accordo, sono vita”. Pur senza abbracciare completamente l’astrazione, vi si avvicinò negli ultimi anni, specialmente nei suoi collage, definiti come “un’astrazione che attinge alla realtà”. Solitamente iniziava rappresentando la realtà, ma successivamente la trasformava in forme semplificate e piatte mediante l’uso di colori primari e secondari vivaci, luminosi e puri, che non facevano più riferimento alla rappresentazione naturale. Inoltre, per Matisse, la figura umana era fondamentale e permetteva di stabilire fino a che punto poteva essere deformata la rappresentazione, un’opportunità che sarebbe stata persa se avesse abbandonato completamente la rappresentazione figurativa.

Henri
Matisse

1869-1954

L'incontro con altri mondi

Matisse fu influenzato da numerosi artisti europei attivi alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento. In particolare, intrattenne per tutta la vita un rapporto di cordiale rivalità con Picasso, e insieme vengono considerati gli innovatori nel linguaggio pittorico del Novecento. Grazie all’incontro con John Peter Russel tra il 1897 e il 1898, Matisse scoprì il lavoro di Van Gogh, all’epoca poco conosciuto, questo incontro cambiò radicalmente il suo stile. Riguardo all’amico,  scrisse: “Fu il mio maestro, mi insegnò la teoria del colore”.         Nel 1941, Matisse dovette subire un intervento chirurgico a causa di un cancro che gli era stato diagnosticato. Dopo l’intervento, rimase costretto su una sedia a rotelle, e fu dopo questo avvenimento che sviluppò un amore per i collage, realizzati con l’aiuto dei suoi assistenti e che lui stesso definì “gouaches découpés”. Alcune stampe a colori di questi lavori furono incluse nel libro “Jazz” del 1947, accompagnate da alcune riflessioni dell’artista.    Negli ultimi anni della sua vita, Matisse si avvicinò alla religione e divenne un visitatore regolare del monastero di Vence, presso le suore domenicane, per le quali accettò di progettare la Cappella del Rosario, abbellita con delle sue pitture.

nella cultura contemporanea

Henri Matisse ha esercitato una notevole influenza su numerosi artisti. Suscitò una grande influenza sugli artisti del movimento espressionista, soprattutto Ernst Ludwig Kirchner,  affascinato dal modo in cui utilizzava il colore per creare emozione e un senso di movimento nelle sue opere. Ha avuto anche un impatto significativo su artisti del movimento modernista come Jackson Pollock e Mark Rothko, specialmente per la tecnica del collage e per l’uso del colore per suscitare intensi effetti emotivi.     

Le opere

Henri Matisse

1908, Ermitage Museum (San Pietroburgo)

Valutazione 3 su 5

Henri Matisse

1909-1910, Ermitage Museum (San Pietroburgo)

Valutazione 5 su 5

Henri Matisse

1952, Baltimore Museum of Art

Valutazione 4 su 5
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