Pablo Picasso ha attraversato molte correnti stilistiche nel corso della sua lunga vita ed è considerato uno dei pittori che meglio ha saputo interpretare lo spirito del suo tempo. La sua relazione speciale con Barcellona, città che lo accolse sin dall’adolescenza, ebbe un ruolo significativo nella sua formazione artistica. Picasso, originario di Malaga, iniziò a studiare pittura sin da giovane, sotto la guida del padre. Già nell’adolescenza dimostrò un talento eccezionale, ricevendo premi e riconoscimenti dalle accademie d’arte più prestigiose. A Barcellona, frequentò la Scuola di Belle Arti e il caffè Els Quatre Gats, dove ebbe modo di discutere delle ultime novità artistiche provenienti da Parigi con gli avanguardisti catalani. Nel 1901 si trasferì a Parigi, dove iniziò il suo celebre “Periodo blu” (1901-1904), caratterizzato da dipinti malinconici e dominati da tonalità fredde, in cui ritrasse spesso personaggi emarginati che abitavano le strade. Dal 1904 al 1906, ebbe inizio quello che poi venne definito come: “periodo rosa”, caratterizzato da una palette di colori più caldi e da personaggi quali circhi e giullari, che rappresentavano una sorta di riscatto dalla povertà attraverso legami affettivi. Il periodo più rivoluzionario della sua carriera è sicuramente quello cubista, successivo al periodo rosa. Le opere di questo periodo furono caratterizzate da una sintesi geometrica delle forme e una riduzione dei volumi. In questo percorso, ciò che sorprende è la decisione dell’artista di abbandonare il naturalismo accademico che lo aveva premiato nella giovinezza. Picasso era consapevole del pericolo che il suo talento potesse confinarlo in una vita da copista eccellente, ma non da artista innovativo. Per questo motivo, decise di rompere con le sue abilità consolidate e di dipingere con una mentalità più libera, meno condizionata dalla meccanicità e dal virtuosismo che aveva dominato la sua pratica artistica per oltre vent’anni. Dopo un breve viaggio in Italia nel 1917, Picasso si orientò verso una rappresentazione più classica del nudo femminile, pur mantenendo elementi cubisti in alcune sue produzioni. Negli anni ’30 iniziò il suo percorso verso un impegno sociale più attivo, che raggiunse l’apice nel 1935 con il capolavoro “Guernica”, che denunciava gli orrori della guerra civile spagnola. Nel 1946 si trasferì in Provenza, dove continuò la sua produzione artistica fino agli ultimi anni della sua vita. Le sue opere tardive si concentrarono soprattutto sul rapporto tra pittore e modella e su una riflessione più profonda sul ruolo dell’artista. Picasso morì nella sua casa a Moungins e fu sepolto nel castello di Vauvenargue, sotto la montagna Sainte-Victoire, che aveva ispirato anche il pittore Cézanne. Questo luogo e il pittore Cézanne rappresentavano dei simboli significativi nella vita e nell’opera di Picasso, segnarono l’inizio della sua straordinaria carriera artistica e, simbolicamente, anche la fine.
Pablo
Picasso
1881-1973
L'incontro con altri mondi
L’arte di Picasso, prima di esercitare una delle maggiori influenze sull’arte del Novecento e quella Contemporanea, fu profondamente influenzata dai più grandi maestri del suo tempo. Picasso rimase impressionato da artisti come Seurat, Van Gogh e Gauguin, i cui lavori poté ammirare durante le mostre che si tenevano frequentemente nella capitale francese. Inoltre, nutriva una grande passione per l’arte primitiva, tanto da divenire collezionatore appassionato di oggetti, maschere e sculture africane. Era un assiduo frequentatore di mostre e musei, sempre aggiornato sulle nuove tendenze artistiche della capitale francese. Tuttavia, l’artista che ebbe il maggior impatto su di lui fu Cézanne. La mostra dedicata a Cézanne al Salon d’Automne nel 1907 ispirò sia Picasso che il suo amico Braque a raccoglierne l’eredità e a sviluppare un’analisi compositiva che li portò a diventare pionieri del Cubismo. Questa corrente artistica, caratterizzata dalla riduzione cromatica e dalla scomposizione dei piani, li introdusse al collage e li avvicinò all’astrattismo. Ciò dimostra che le correnti artistiche, per quanto caratterizzate da peculiarità specifiche, non sono necessariamente gabbie in cui un artista si rifugia nella sicurezza di aver raggiunto una meta, ma un percorso non sempre definito, che l’artista non porta mai a termine, una continua ricerca del rapporto tra realtà e rappresentazione. Gli stimoli politici e sociali furono altrettanto fondamentali per la produzione artistica di Picasso, portandolo a realizzare opere come “Guernica”, cariche di una forte critica al sistema politico di allora. Nell’ultimo periodo della sua vita, si dedicò anche alla ceramica, all’incisione, all’illustrazione e alla reinterpretazione di opere di autori del Settecento e dell’Ottocento. Una delle sue reinterpretazioni più famose è quella de “Las Meninas” di Goya.
Nella cultura contemporanea
Le ultime parole di Pablo Picasso, pronunciate durante una cena con gli amici il giorno prima della sua scomparsa, furono: “Bevete per me. Bevete alla mia salute. Sapete che non posso più bere”. Paul McCartney, presente alla cena, decise di farle diventare il ritornello di “Picasso’s Last Words”, canzone inclusa nell’album Band on the Run del 1973, come tributo all’amico scomparso da poco.